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venerdì 8 maggio 2009

Adriano Banchieri, dobbiamo andarne fieri

Scusate non ho proprio saputo resistere alla rima facile. Dobbiamo andarne fieri, ma sappiamo chi è? O meglio chi è stato?
Adriano Banchieri fu un artista italiano, del genere a tutto tondo. Nel senso che non si limitava ad un solo campo dell'arte. Bolognese, classe 1568, nei suoi 66 anni di vita (tanti per l'epoca) fu monaco olivetano e si dedicò alla composizione di canzonette, commedie armoniche, poesie e racconti. Fu uno dei più importanti didatti della musica di quel periodo e contribuì al nascere di una branca parallela dell'opera lirica: la commedia madrigalistica. Si tratta di una storia raccontata non con il canto melodico solistico (come nell'Orfeo di Monteverdi) ma con il canto madrigalistico (a più voci).


Tra le sue commedie madrigalistiche le più belle sono: Il festino del giovedì grasso avanti cena (storia di un gruppo di amici che festeggia il giovedì di carnevale), La pazzia senile (storia di Pantalone che vuole far sposare Doralice a Graziano), La barca di Venetia per Padova (storia di un gruppo di viaggiatori che appunto da Venezia va in barca fino a Padova).
Tra le altre sue composizioni sono degni di nota, se vi capita di ascoltarli, i tre concerti per doppio coro battente (due cori che cantano contrapposti parti musicali diverse). Si tratta di un Magnificat in due parti e la famosa Battaglia.
Rimane famosa la disinvoltura con cui Banchieri fa fare alle voci suoni onomatopeici di strumenti e animali, come i suoni di trombe e tamburi nella Battaglia e i versi degli animali nel Contrappunto bestiale alla mente (dove non ci sono parole ma solo versi di animali).
Per quanto riguarda la poesia Banchieri ci lascia raccolte di versi, mentre come racconti non possiamo dimenticare la Novella di Cacasenno ... eh sì l'ha proprio scritta lui!
Vi lascio con uno scioglilingua tratto da un madrigale del Festino del Giovedì grasso avanti cena:

Sopra il ponte a fronte del fonte vi stava un conte,
Cadde il ponte nel fonte e il conte si ruppe il fronte.

Provate a dirlo velocemente ...

venerdì 20 febbraio 2009

cent'anni di futurismo

credits: Wikipedia
Non poteva mancare, in una giornata speciale come oggi, un post sul centenario. Come riportato su giornali e su tanti blog che parlano di arte, esattamente cento anni fa usciva sulla prima pagina di Le Figaro il manifesto del futurismo, ad opera di Filippo Tommaso Marinetti. Le Figaro lo ricordava ieri in un articolo titolato "Que devons-nous au futurisme ?" in cui ripercorre la grande importanza che ha avuto il movimento futurista per la cultura dell'intera Europa. Non è un mistero come l'intera storia culturale europea e non solo del novecento sia colma di riferimenti più o meno velati al futurismo. Addirittura nei film del filone cyborg come il Tetsuo di Shinya Tsukamoto ricompare il mito dell'uomo macchina futurista.

Vi segnalo tre link interessanti per festeggiare il compleanno futurista in modo alternativo:
- innanzitutto godetevi questo gustoso e delicato articolo di Andrea su Florablog dedicato al pensiero futurista riguardo fiori, giardini e natura.
- quindi vi segnalo il sito di un artista a mio parere interessante, Claudio Castelli, che vive e pensa l'arte alla maniera futurista, tanto da scrivere lui stesso un manifesto del futurismo elettronico (o elettrico).
- in ultimo ma non ultimo un sito che, più che parlare di futurismo, lascia parlare il futurismo, con scritti originali, manifesti e sopratutto registrazioni originali di letture futuriste.
 
artefice